lunedì 19 dicembre 2011

CITAZIONE QUARTA EDIZIONE 2000


... E io con tutti questi seni, cosce, schiene e fondoschiena,
malgrado il mio tendere all’imperturbabilità, a volte mi
deconcentro. Essere circondato da corpi femminili distesi è
come stare nel mezzo di una festa con musica ad alto volume:
dopo un po’ la musica ti contagia, ti mette addosso una frenesia
che si controlla male. È una lotta continua, oggi invece posso
cedere alle tentazioni, nuoto per divertirmi. Iniziamo con la
ricognizione della corsia: ci sono due donne, un giovanotto
senza stile e un vecchio decrepito che si regge appena a galla.
Una delle due donne non conta, è una cinquantenne dalle
spalle strette e dal bacino largo, con gambe magrissime,
sembra una razza, ce l’ho davanti, superiamola, l’altra invece
eccola qua, è la giovane bruna callipigia, termine di origine
greca che significa belle natiche e risulta essenziale a definire
bimbe dotate di tanta grazia nelle rotondità posteriori. E infatti io
la bimba mica la supero di slancio come l’altra, come la razza.
Lei va piano e io decelero. Passo dallo stile libero alla rana,
così, primo, diminuisco la velocità e, secondo, con la
respirazione di fronte e non di lato miglioro la visuale. Mi
sistemo in coda, la punta delle mani a dieci centimetri dai suoi
talloni. Per ora bisogna mantenere un minimo le distanze.
Peccato che ogni due tre secondi ci sia la schiuma della sua
battuta asincrona di piedi e i miei occhialini siano un po’
appannati altrimenti sarebbe un magnifico abbraccio almeno
con gli occhi. Lei adesso vira. lo mi fermo, pulisco gli occhialini
veloce, la seguo nella virata. Miracolo. La bruna callipigia ha
scelto il nuoto a rana, sparisce ogni schiuma, la plastica dei
miei occhialini ora è trasparente, comincia la festa.


SEBASTIANO NATA
"La Resistenza dei Nuotatore"
Feltrinelli
a cura di Mario Vittoriali

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