Dopo l’entrata in acqua e lo scivolamento iniziale ti sentivi ormai a metà vasca quando cominciasti a nuotare sul serio – grandi bracciate punitive come Godzilla quando spiana una città. Nuotavi con un’aggressività che non avevi più avuto da quando avevi affrontato la grande onda al largo di Worthing – polverizzavi l’acqua, la frantumavi. Non c’era più traccia né di stile né di armonia: il tuo respiro era così affannoso che ti sembrava di aver inghiottito una balena. Facesti la prima virata a una velocità tale che ti sentisti il corpo che si sbriciolava e i tuoi atomi che, mescolati alla rinfusa, cercavano disperatamente di ricombinarsi… e un po’ ti vergognavi, come se avessi abusato della fiducia dell’acqua, come se fosse stata malvagia la distanza che avevi appena coperto.
BILL BROADY
“La nuotatrice”
Bompiani
BILL BROADY
“La nuotatrice”
Bompiani
a cura di Mario Vittoriali
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